lunedì 8 aprile 2024
Crescere attraverso la sofferenza
Siamo ad aprile e la mia voglia di gareggiare era pari a zero poi giovedì ho deciso in un nano-secondo di iscrivermi al Trail del Rubicone, sapendo benissimo di essere indietrissimo...... ma mi sono reso conto che era l'unico modo per sbloccarmi.
Mi sono sbloccato? Diciamo NI. :-)
Alla partenza ero molto tranquillo, volevo solo fare un buon allenamento, capire come sono messo fisicamente e provare a divertirmi.
Il risultato è che fisicamente sono messo malino ma non malissimo e già è un qualcosa di positivo direi.
Prima della partenza scopriamo che il percorso è di 25km, quindi più lungo, non me ne preoccupo (anche se dovrei perché non ho mai fatto fatto più di 20km da ottobre ma me ne sbatto, cerco sempre di essere positivo), i primi 500mt sono su ciottolato e riesco a stare nelle prime posizioni poi appena prendiamo la prima discesa in mezzo ai campi mi blocco, scendo pianissimo...mentre gli altri vanno giù come s enon ci fosse un domani...mi superano in tantissimi, mi ritrovo oltre la ventesima posizione ma mi dico: "Stai tranquillo, li riprendi in salita" (non so se è normale ma io durante le gare parlo con me stesso...a volte anche troppo) e infatti al 5°km mi ritrovo già quarto, le sensazioni però non sono buone, mi sento stanco e mi preoccupo un pò poi km dopo km inizio a sentirmi meglio, in discesa arranco ma in salita vado abbastanza bene.
I primi due sono lontani ma il mio amico Rava che è terzo è poco più avanti; dopo il pezzo tecnico lungo il fiume arrivo alla temutissima, come direbbe il ragioniere Ugo Fantozzi, salita della Marianna, un muro con pendenze ben oltre il 40%.
La faccio abbastanza bene, nel senso che in cima ho le gambe cotte ma non morte, peccato che sbaglio strada (non riesco a capire come ho fatto cmq le bandelle andavano in due direzioni e io ho preso quella sbagliata...) e dopo un pò mi ritrovo di nuovo a metà della Marianna ma in discesa, a un certo punto incrocio quelli che erano dietro di me di parecchio che salgono........non posso scrivere cosa ho pensato in quel momento ma era qualcosa di molto blasfemo.
Dopo lo sconforto iniziale inverto la rotta e recupero le posizioni perse..... ma moralmente ero molto giù, cavolo già non sono in formissima, se mi metto pure a sbagliare strada.......che COGLIONE.....per un pò di km corro pensando troppo, vado in crisi ma è tutta una questione di testa, prima di sbagliare strada mi sentivo abbastanza bene fisicamente quindi decido di riprendermi, me lo impongo e km dopo km riprendo ritmo e arrivo al traguardo quarto assoluto.......con 26 km (uno in più degli altri e relativi minuti in più del tempo che avrei fatto).
Sono stanco ma non morto...anche se sono lontanissimo dai primi ma pace...va bene così.
Forse senza il km in più mi sarei giocato il terzo posto...forse si forse no..... non ha senso farsi troppe pugnette......bisogna solo fare i complimenti a chi ti è stato davanti.
In conclusione la paura in discesa non mi è passata quasi per un cazzo.....ma ho capito che l'unico modo per farmela passare è quello di gareggiare (anche se non mi lancerò più giù come un pazzo x le discese come ho fatto in passato, ho 45 anni e non sono più un ragazzino)...cercando magari di fare un pò di km in più e un pò di lavori di qualità.
La nota positiva è che, nonostante gli imprevisti, ho portato a casa cmq un buon piazzamento, passando attraverso tanta sofferenza fisica e anche un pò mentale quindi........ sono uscito dal tunnel......forse.
Prossima gara?
Penso al Trail di San Marino a fine mese ma vediamo settimana per settimana.
Classifica Trail del Rubicone 25km
La vita è una questione di CULO!!!
sabato 16 marzo 2024
I Rinnegati/3
THE HAUNTED "UNSEEN"
Il primo disco dei The Haunted è datato 1998; e dopo 13 anni e sei album, il combo svedese, nato dalle ceneri degli At the Gates, band che ha scritto la storia del death metal scandinavo, decide di abbattere qualsiasi barriera e di fare un disco completamente diverso da quello che avevano fatto prima...un disco di cui oggi, dal vivo, non fanno nemmeno una canzone e che rinnegano totalmente.......ma facciamo un passo indietro.
Siamo nel 1998 ed esce l'abum omonimo di debutto dei The Haunted; la band è formata da tre ex At the Gates (i fratelli Bjorler e il batterista Erlandsson), dal chitarrista dei The Witchery Patrik Jensen e dall'ex cantante dei Mary Beats Jane (band fantastica) Peter Dolving.
Il disco è un concentrato di thrash metal, senza se e senza ma, suonato da paura e con la voce di Dolving a rendere il tutto diverso da tutto quello che si poteva ascoltare in quel periodo.
Tutti gli amanti del thrash metal gridano al miracolo e in effetti il disco spacca ma qualcosa si incrina nella band e Dolving lascia il gruppo.
I The Haunted reclutano Marco Aro, cantante molto limitato rispetto al camaleontico Dolving, ma che piace ai puristi.
Dolving tornerà nel 2003 e i The Haunted sforneranno altri album della madonna con lui alla voce: "Revolver" (2004), "The dead eye" (2006) e "Versus" (2008), in ogni disco la band si evolve e sperimenta senza però mai provare l'azzardo evitando così di deludere i metallari più incalliti.
Poi nel 2011 il gruppo decide di puntare tutto al tavolo del BlackJack e fare uscire "Unseen", disco che segnerà la fine (probabilmente definitiva) del connubio Dolving/The Haunted.
Perchè l'album in questione spaccherà la band, i fan, quelli che non ne capiscono un cazzo ma che devono dire la loro, gli esperti del settore..... inasprirà i rapporti tra USA e Russia e tra cristiani e mussulmani che ancora oggi, a distanza di anni, si ritrovano a discutere, fuori da chiese e moschee su chi sia meglio tra Dolving e Marco Aro come cantante dei The Haunted.
Ma cos'ha "Unseen" per aver creato tutto questo bulirone?
Partiamo subito dicendo che non è un disco metal, o meglio, non solo, di metal ce n'é e fatto bene però inserito in un contesto multiforme dove trovano spazio altri molti generi.
Si sente in alcuni pezzi l'influenza dei migliori Down, poi c'è molto rock, il post-core tanto caro a Dolving trova lo spazio che merita e il mix tra potenza e melodia è equilibratissimo, il disco vi fa saltare , muovere la testa e cantare........cavolo direte voi....ma allora il disco spacca.....
La mia risposta è NI, perchè si sente che il disco è suonato senza convinzione (a parte Dolving che è mostruoso alla voce) e perché le prime tre canzoni del disco dovevano essere messe alla fine perchè sono le peggiori (non brutte, si ascoltano bene e ad alcuni piaceranno molto) ma sono le meno ispirate quindi quando si va ad ascoltare l'album per la prima volta questa cosa destabilizza e può portare a pensare che il disco non sia un granché, è successo anche a me; se non avessi perseverato e ascoltato e riascoltato ancora mi sarei perso una chicca...perché "Unseen" spacca il culo e se andrete oltre la prima impressione lo ascolterete parecchio.
Ovviamente dovete essere aperti mentalmente, se siete dei true metaller lasciate stare ma se come me avete amato i Mary Beats Jane, il primo gruppo di Dolving, andate sul sicuro....poi Peter Dolving in questo disco è devastante, dimostra ancora una volta di avere una marcia in più e una duttilità vocale impressionante.
Purtroppo Dolving, dopo un paio di buoni album da solista, si è ritirato dalla musica, vive in Brasile dove ha trovato la sua pace; ben per lui e peccato per noi che perdiamo un cantante veramente cazzuto. The Haunted invece hanno richiamato Marco Aro e continuano a fare i soliti dischi thrash/death metal che gli garantiscono vendite assicurate e piatti caldi a tavola, hanno rinnegato "Unseen" definendolo un disco fatto male che non rappresenta la band.....io intanto continuo ad ascoltarlo a palla!!!
Clicca qui x ascoltare il disco dei The Haunted "Unseen"
martedì 6 febbraio 2024
Le delusioni sono per l’anima ciò che il temporale è per l’aria. Pulisce tutto.
Lhasa "El desierto"
“He venido al desierto
pa’ reirme de tu amor
que el desierto es más tierno
y la espina besa mejor
He venido a este centro
de la nada pa’ gritar
que tú nunca mereciste
lo que tanto quise dar…
He venido yo corriendo
olvidándome de ti
dame un beso pajarillo
no te asustes colibrí
He venido encendida
al desierto pa’ quemar
porque el alma prende
fuego cuando deja de amar”.
Traduzione
“Sono venuta nel deserto
per ridere del tuo amore
perché il deserto è più tenero
e la spina bacia meglio
Sono venuta in questo centro
del niente per gridare
che tu mai hai meritato
quel che tanto ti ho voluto dare
Sono venuta correndo
dimenticandomi di te
baciami uccellino
non aver paura colibrì
sono venuta infuocata nel deserto per bruciare
perché l'anima prende fuoco quando smette di amare."
Clicca qui x guardare il video della canzone
Il deserto
Il deserto
domenica 28 gennaio 2024
Trovo molto interessante la mia parte intollerante
3°B di un I.T.C.
Una classe di classici figli di...
Ho dubbi amletici tipici dei 16
Essere o non essere patetici?
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi
Amici che spesso mi chiamano Nessy
Indefessi mi pressano come uno stencil
Bud Spencer e Terence Hill repressi
Con grossi limiti ma imbottiti di bicipiti
Da divi che invidi, vengono i brividi
Se per fare i fighi lasciano lividi
Non vivo di pallone, non parlo di figone
Non indosso vesti buone
Quindi sono fuori da ogni discussione
No, non mi conoscono ma tirano
Le loro nocche sul mio profilo da Cyrano
Se sei violento, tutti qua dentro ti stimano
Se sei mite, di te ridono come di Totò
Però chi è mansueto come me, sa che
Quando le palle si fanno cubiche
Come un kamikaze che si fa di sakè
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Sniffa polvere da sparo
Dice che un tipo è capace per quanti buchi ha nel torace
Lo capisco ma preferisco Karol
A dischi di artisti muscolosi
Orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi
Vanitosi ripresi con pose da bellicosi
Mentre io sono fiacco ed ho la mononucleosi
Studio in una classe di rissosi
Eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi
Tieni presente che sono commosso Cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che
O diventi pugile o diventi come me
Che sono debole, che non ho regole
Che ho roba demodè, che detesto il cliché
Dell'uomo che non deve chiedere mai
Dato che se non chiedi non sai
Dottor Jackill diventa Mr Hide
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Che in giro ci fossero
Meno bulli del cazzo e più gay
Più dreadlock e meno monclair
Più Stratocaster e meno DJ
Chiama la strega di Blair
Che ho un progetto in mente
Rimanere sempre adolescente
Io sono molto calmo ma nella mente
Ho un virus latente incline ad azioni violente
Si sente sempre più spesso
Meglio depressi che stronzi del tipo "me ne fotto"
Perché non dicono "io mi interesso"?
Che si inculino un cipresso, dunque
Tanto il mio destino è stare solo con chiunque
Alle bestie regalerò i miei sorrisi
Come Francesco d'Assisi e Pippi Calzelunghe
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante
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domenica 7 gennaio 2024
Il ragazzo e l'airone
Dopo 10 anni Hayao Miyazaki torna con un nuovo lungometraggio, "Il ragazzo e l'airone", probabilmente la sua opera più indecifrabile e piena zeppa di simbolismo.
In
Giappone l'airone, tra le altre cose, rappresenta il passaggio tra la vita e la morte ed è
proprio questo uccello bianco che Miyazaki sceglie per rappresentare il
passaggio ad un altro mondo; una sorta di traghettatore, come lo era
Caronte nella Divina Commedia di Dante.
La prima mezzora può
rislutare un pò lenta ma è il giusto preambolo a ciò che verrà dopo, e
cioé un lungo viaggio dentro le profondità umane, un viaggio molto
dilatato e psicadelico, degno del miglior Miyazaki; il tutto raccontato
con un romanticismo che staborda da ogni poro.
Non è certo un film per famiglie come potevano essere Ponyo o Totoro e nemmeno un capolavoro come la Città incantata ma questo film vi commueverà e vi toccherà nel profondo.
Se
amate Miyazaki in tutte le sue forme andate sul sicuro, non rimarrete
delusi......se invece non siete dei suoi superfan e avete apprezzato
solo le cose più "commerciali" (Miyazaki è tutto tranne che
commerciale), evitate di andare al cinema e aspettate che esca in
qualche piattaforme digitale.
Se volete approfondire l'argomento vi
consiglio di leggere la recensione fatta dal sito LegaNerd, molto
dettagliata e professionale. (Clicca qui x leggere la recensione di LegaNerd)
Clicca qui x guardare il trailer
L' AudioCaco del mese
Era iniziata come una gogliardata tra amici per passare il tempo...adesso è una certezza e il miglior modo per affrontare questa vita bastarda.
Clicca qui x ascoltare l'AudioCaco di gennaio
martedì 2 gennaio 2024
Parlami per sempre
E di come non senti più il male
Parlami dell'uomo che hai sognato
Di quel giorno poi che l'hai sposato
E del tale che le ha raccontate
Delle mani che ti sei lavata
Della faccia tua che si è girata
Le emozioni e le paure strane (parlami per sempre)
Parlami dei sensi della colpa
E di come si son sciolti al sole (parlami per sempre)
E dei segni che ti hanno lasciato (parlami per sempre)
Parlami di come la fortuna
Si è sempre tenuta ben lontana (parlami per sempre)
(Parlami per sempre)
Tutto il resto è più che naturale
Qui, qui solo quel normale viene dalla luna
Tutto il resto è più che naturale
Tutto il resto è più che naturale
Qui, qui solo quel normale viene dalla luna
Tutto il resto è più che naturale
Di chi fa le regole e ne gode
Del tempo di fare cambiamenti
Di smettere di fare quei commenti
Nell'angolo ho lasciato un uovo nato (parlami per sempre)
Parlami di tutte le paure
Di quella che ha tua madre di morire (parlami per sempre)
(Parlami per sempre)
Tutto il resto è più che naturale
Qui, qui solo quel normale viene dalla luna
Tutto il resto è più che naturale
Tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo quel normale viene dalla luna
Tutto il resto è più che naturale
Clicca qui x guardare il video della canzone














