"GUARDATI DENTRO...VOLERE E' POTERE...OGNUNO PUO' E DEVE SALVARSI DA SE'."

lunedì 18 aprile 2022

Trovare il senso in ogni cosa

Sono passati quasi due mesi da quando mi sono fatto male, il recupero procede, con alti e bassi ma procede, le distorsioni sono infortuni bastardi e quelle grosse, come la mia, necessitano di tempo, mi alleno bene (nuoto, bici sui rulli e palestra) ma mi manca la corsa; ho ricominciato a fare delle corsette alternate a camminate (venendo umiliato anche da  due signore sui  60 anni che camminavano più veloce di me :) ) ma per correre ancora ci vuole tempo, non bisogna avere fretta perchè certi infortuni se no te li porti dietro nel tempo.
La cosa positiva è che, quando vado a correre/camminare, prendo su Zeno che con la sua biciclettina mi segue.....e ci divertiamo molto.........lui è sicuro che tornerò a correre forte, io ci spero.



Come dice il titolo della canzone dei Suicidal Tendencies "YOU CAN'T BRING ME DOWN (NON PUOI BUTTARMI GIU').



Clicca qui x guardare il video live della canzone



martedì 1 marzo 2022

Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio!

 



Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.   

 
Oramai è un classico nella mia vita, quando mi succede qualcosa di bello arriva subito la nuvoletta di Fantozzi e succede qualcosa di brutto; dopo la vittoria nel mio primo trail nella gara di Riolo Terme, esattamente 6 giorni dopo, cado in allenamento, o meglio, scivolo e poi frano con tutto il peso sulla mia caviglia sinistra, proprio lei, che quando giocavo a calcio mi ha fatto penare; risultato: ritorno a casa zoppicando, tutto sudato, vento gelido e sorpresina finale, distorsione bella tosta, giornata passata al pronto soccorso ed ennesimo stop della mia carriera.....ma come ogni volta mi rialzerò.
Come dice la frase sopracitata  presa dal film  "L'Odio" , pellicola stupenda del 1995 scritta e diretta da Mathieu Kassowitz: "Il problema non è la caduta ma l'atterraggio."
Nella vita ci saranno sempre cose che ti buttano giù, la differenza sta nel come decidi di rialzarti.
Dopo questo episodio sono costretto a cambiare il mio nuovo motto: "Nella vita ci voglione cuore, maroni e tanta tanta pazienza."


Clicca qui x guardare il film completo

mercoledì 23 febbraio 2022

Punk N' Trail

La mia ultima gara l'ho corsa più di due anni fa, a Porto Recanati poi fra lockdown, incidenti (mi hanno investito ancora mentre ero in bici) e conseguenti problemi alla schiena dovuti all'ennesima botta non sono più riuscito ad allenarmi con regolarità, il dolore non mi dava pace e a settembre di quest'anno ho avuto la conferma che con la bici, e di conseguenza con il triathlon, ho finito.
Ho avuto un mesetto dove mi sono rattristato, faccio triathlon da quando avevo 25 anni, l'ultima stagione, nonostante i miei 40 anni suonati era andata molto bene e dover smettere mi ha un pò buttato giù ma poi mi sono messo l'anima in pace e ho provato a rimettermi in gioco......
Il Trail mi ha sempre incuriosito, primo perchè adoro correre sullo sterrato (la mezza dell'Ironman 70.3  di Cervia l'ho preparata praticamente tutta correndo sullo sterrato) e poi perchè nella corsa su strada ho sempre preferito i percorsi muscolari con  salita e discesa e visto che il mio amico/fisioterapista Stefano Zaccarini  mi diceva spesso che avevo un fisico adatto al trail ho deciso di provarci.
Per prima cosa ho cercato di capire, con l'aiuto di Stefano, cosa dovessi cambiare nel mio stile di corsa e abbiamo subito capito che dovevo accorciare la falcata e velocizzare il passo, ho iniziato a fare molti lavori specifici di tecnica e in palestra e in tre mesi sono passato dal correre con una cadenza di 169 passi  a 173; poi ho lavorato sulla discesa, che nel trail è la parte che fa la differenza, ovviamente vivendo a Forlimpopoli non ho discese lunghe ma i colli bertinoresi, se usati nel modo giusto, possono cmq essere allenanti.
A inizio febbraio ho deciso che era giunto il momento di provare, ci dovevo sbattere il muso e con tanti dubbi mi sono iscritto al Trail di Riolo Terme.
Sono andato alla gara con Bruno, che ho conosciuto qualche mese fa mentre mi stavo allenando e che mi ha aiutato molto ad avvicinarmi al trail, mi ha fatto un pò da fratello maggiore e il fatto che mi abbia accompagnato alla gara per me è stato molto importante.

Domenica 20 dicembre 2022 Riolo Terme



Quando inizi una nuova avventura c'è sempre un pò di tensione che ti avvolge, dentro e fuori, perlomeno a me è sempre capitato così, poi Stefano, nelle settimane precedenti alla gara, mi ripeteva tipo MANTRA:"Guarda che vinci, guarda che spacchi il culo..." e via dicendo quindi mi sentivo un pò in dovere di ..... ma arrivato a Riolo mi sono accorto subito che ero estremamente tranquillo e le stesse sensazioni me le sono portate dientro per tutta la gara, mi sentivo nel mio ambiente naturale, è stato per certi versi mistico e nonostante abbia commesso degli errori la gara è andata proprio come me l'ero pensata e cioé: stare con i primi e vedere che passo avevano e se poi dopo la metà gara stavo bene provare a spingere e vedere cosa veniva fuori.......beh...alla fine ho vinto, è venuta fuori la gara perfetta, quella che ho inseguito per anni nel triathlon ma che non ho quasi mai trovato (penso di essere uno degli atleti con più secondi, terzi e quarti posti della storia del triathlon italiano)......cosa posso chiedere di più?.......Fantastico......
Non voglio dilungarmi troppo scrivendo cose noiose ma è stato veramente bello e sopratutto questa vittoria mi sta dando grandi stimoli e per uno "ragazzo" di 43 anni (il secondo arrivato, Luca Farolfi,ha esattamente 20 anni in meno di me) non è cosa da poco; così a piccoli passi, con tanta umiltà voglio vedere dove posso arrivare......ci sono molti aspetti su cui lavorare ancora e penso di avere un buon margine di miglioramento.
L'ambiente del trail mi è piaciuto molto, la gente è molto semplice, lontana anni luce dall'arroganza patinata che si trova nel mondo del triathlon dove quasi tutti, anche quelli che non dovrebbero, fanno i fenomeni.
Voglio ringraziare Stefano di Fisiozeta (Clicca qui x guardare il sito) perchè senza il suo supporto e i suoi consigli non sarei riuscito a raggiungere in così pochi mesi un buon livello competitivo.
Questa vittoria è per il mio papà; quando è morto, pochi mesi fa, gli avevo promesso che avremmo ancora corso e vinto insieme...beh babbo....la promessa l'ho mantenuta e spero che sia solo l'inizio di una nuova piccola grande favola come successo nel triathlon e nel duathlon un pò di anni fa..
Ho anche coniato il mio motto, che mi ha accompagnato per tutta la gara: "NELLA VITA CI VOGLIONO CUORE E MARONI!"






Classifica Trail Riolo Terme 2022

Ed ecco una foto di mio babbo, Claudio Casali, che vince una tappa al Giro delle Valli Cuneesi.



Vi lascio con due canzoni  che ho ascoltato molto nelle ultime settimane prima della gara:




Downset "Play big" (clicca x ascoltare)

The Web "Forest phunk" (Clicca qui x ascoltare la canzone)

PUNK N' TRAIL



martedì 15 febbraio 2022

Muzik!

Direi che è giunto il momento di fare un bel post sul rapporto cinema/musica/sottoculture ecc.....
E' ovvio che la musica e il cinema sono due arti che si sposano a meraviglia e di film che parlano di musica ce ne sono un'infinità; come al solito eliminiamo i capisaldi del genere, pellicole che conoscono tutti e che non hanno bisogno di presentazioni  come "The Blues Brothers" (capolavoro  indiscusso di John Landis) e parliamo di film meno noti ma che meritano.


1. THE PERSIAN CATS


Film iraniano del 2009 di Bahmad Ghobadi, che ha vinto vari premi in giro per il mondo ma che non è molto conosciuto.
Questo film, che spesso sfocia nel docufilm, narra la storia di due ragazzi, AShkan e Negar, che sognano di fare i musicisti ma che si devono scontrare con la realtà iraniana, pervasa da estremismi religiosi e da un governo dittatoriale.
La particolarità di questa pellicola è che vi recitano tantissimi musicisti iraniani che suonano la loro musica (alcuni sono molto validi) , infatti il film è una sorta di viaggio dentro l'underground iraniano, dove i musicisti devono provare di nascosto, cambiando spesso posto, per non essere denunciati o addirittura arrestati.
Il regista, prima dell'uscita di queste film, è dovuto fuggire dall'Iran per evitare ripercussioni da parte del governo.
Se, come me, amate la musica a 360° non perdetevi questo film.

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2.  SEARCHING FOR SUGAR MAN


Documentario del 2012 scritto e diretto da Malik Bendjelloul, morto suicida nel 2014 a soli 36 anni.
Questa pellicola ha vinto l'oscar nel 2013 come miglior documentario; narra l'incredibile storia del cantautore americano Sixto Dìaz Rodrìguez.
Non voglio  scrivere altro, vi dico solo che mi sono commosso alla fine di questo documentario e non è una cosa che mi succede spesso.
Cinema, musica, vita, sofferenza e sopratutto tanta semplicità.....dopo che ho conosciuto Sixto Dìaz Rodrìguez e la sua storia i vari Bob Dylan e cazzi vari possono andare tranquillamente a fare in culo, senza offesa, grandissimi musicisti ma qui siamo su un altro livello, parliamo di un grande uomo.

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3. THIS IS ENGLAND



Pluripiemato film del 2006 di Shane Meadows.
Inghilterra anni ottanta, Shaun è un ragazzo timido che viene escluso e bullizzato a scuola, fino a quando incontra un gruppo di Skinhead che lo prende in simpatia e lo accoglie tra di loro dando una svolta alla sua vita..
Il film racconta di come la difficile situazione sociale e  politica inglese in quegli anni abbia spinto il movimento skinhead, fino ad allora apolitico e aperto a tutti (era una consuetudine trovare skinhead di colore) ad avvicinarsi al nazionalismo e successivamente al neonazismo.
Successivamente sono state fatte anche tre miniserie TV: This is England 86', '88 e '90.


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4. BACKBEAT

Primo lungometraggio di Ian Softley, che in passato ha lavorato per Granada TV (piccola storica emittente televisiva inglese grazie alla quale il punk si mostrò al mondo; a riguardo vi consiglio un film che non metto in questa lista perchè ho già fatto un post su di lui: 24 Hour party people).

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Tornando a Backbeat il film è ispirato al libro biografico "The real life story behind backbeat Stuart Sutcliffe - The lost Beatles." e parla della breve vita di quello che venne definito il quinto Beatles.
Stuart Sutcliffe ha suonato con i Beatles, o meglio, ha suonato con quelli che sarebbero diventati i Beatles, quando ancora si chiamavano Johnny and the Moondogs e suonavano nei locali di Amburgo per due soldi.
La sua vita si è interrotta nel 1962, a causa di una emorragia celebrale; due anni dopo i Beatles venderanno 13 millioni di copie con il singolo "I want to hold your hand".
Film finito nel dimenticatoio ma molto bello (dei film sui Beatles è sicuramente il migliore) che racconta una storia poco conosciuta.

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5. BERLIN CALLING


Film del 2008 diretto da Hannes Stohr, diventato iconico per il movimento della musica elettronica contemporanea.
Protagonista del film è il producer e dj Paul Kalkbrenner, autore anche della bellissima colonna sonora, che ha accettato di fare l'attore con ottimi risultati.
Ambientato a Berlino, il film racconta la storia inventata di Martin, alias dj Ickarus,  famoso producer tedesco che arrivato alla fama mondiale si ritrova ad attraversare una profonda crisi personale ed artistica.
Il film è molto bello, ha una trama accattivante e una colonna sonora da urlo, ti fa annusare gli odori del clubbing, le sue sfumature colorate, i suoi angoli più bui e molte scene live sono state girate  in alcuni dei club più belli di Berlino.
Se amate, come me, la musica elettronica e non l'avete ancora visto recuperate in fretta.

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6. HYPE!



Questo bellissimo documentario del 1996 di Doug Pray parla della scena musicale di Seattle nel periodo fine ottanta/inizio novanta, prima dell'esplosione di quello che venne chiamato GRUNGE, termine insignificante inventato dai media (SEATTLE SOUND sarebbe molto più appropriato).
E' molto interessante e parla, oltre dei vari Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e Soundgarden, sopratutto di tutti quei gruppi che hanno contribuito, ottenendo poco o nulla a livello commerciale, a creare quella scena musicale che, a mio avviso, ha segnato la fine della muscia rock primordiale, quello che c'è stato dopo è stato solo un copiare e quasi sempre male, di quello che c'è stato prima.
Citando Billy Corgan degli Smashing Pumpkins: "E' inutile che proviate ad imitarci, quel mondo li non esiste più, non potrete mai sapere cosa si provava."
Purtroppo non è mai stato tradotto in italiano, si trova in inglese con i sottotitoli in spagnolo ma vi consiglio cmq di guardarlo perchè è veramente molto ma molto interessante.

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7. IL FUTURO NON è SCRITTO - JOE STRUMMER


Documentario del 2007 diretto da Julien Temple che narra la vita di Joe Strummer, dalla nascita, passando per  l'adolescenza,  il movimento hyppie,  i Clash, il punk, il successo mal digerito dallo stesso Strummer e tutto quello che venne dopo.
Joe Strummer è stata una figura iconica della musica e non solo, che è riuscita a toccare nel profondo migliaia di persone in tutto il mondo; una persona che non si è mai fermata, che ha sempre guardato avanti cercando di imparare dagli errori commessi.
Da vedere e rivedere.

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8. GET ON UP


Pellicola del 2014 diretta da Tate Taylor  con attore protagonista il bravissimo Chadwick Boseman, morto prematuramente nel 2020.
Questo film è stupendo, si è parlato e acclamato (giustamente) Bohemian Rhapsody ma personalmente penso che qui siamo uno step sopra  e l'interpretazione di Boseman è da oscar tanto quanto quella di Rami Malek nel film sui Queen.
La vita di James Brown è stata molto dura e vi consiglio di guardare questo film che la racconta veramente bene.
Sono certo che quando lo avrete guardato vedrete il re del Soul sotto un'altra veste, a me è successo così.

Clicca qui x guardare il trailer del film


9.  THE SOUL OF A MAN


Questa opera del 2003 diretto da Wim Wenders è il secondo di una serie di sette documentari prodotti da Martin Scorsese incentrata sulla storia della musica blues intitolata THE BLUES.
E' un film molto particolare, perché, oltre a raccontare la storia di alcuni tra i bluesman più seminali quali Skip James, J.B. Lenoir e Blind Willie Johnson vede nel cast artisti del calibro di Nick Cave & The Bad Seeds, Beck, Lou Reed, Lucinda Williams e molti altri reinterpretare i classici dei bluesman sopracitati.
Tutti e sette i documentari meritano di essere visti, in particolare il primo, diretto dallo stesso Scorsese "Dal Mali al Missisipi" che racconta le origini africane del blues e "Piano blues" diretto da Clint Eastwood.

Clicca qui x guardare una scena del doc


10. PASSIONE



Documentario del 2010 diretto da John Turturro, il mitico Jesus del grande Lebowsky, che racconta la storia della musica napoletana attraverso interviste, aneddoti, filmati d'epoca e le classiche canzoni napoletane reinterpratate da artisti moderni e suonate nei posti più caratteristici della città partenopea.
Questo film ti fa dimenticare la parte buia di Napoli mostrandoti una delle città più belle del mondo ma sopratutto una delle più caratteristiche.
Poesia pura.

Clicca qui x guardare il trailer


Ovviamente ho dovuto tralasciare alcuni film perchè se no il post diventava troppo lungo ma vorrei comunque citare i seguenti:

DIRT -  Film molto bello sui Mothey Crue, prodotto da Netflix  (Clicca qui x guardare il trailer)
WALK THE LINE - Film sulla vita del grandissimo Johnny Cash  (Clicca qui x guardare il trailer)
HUMAN TRAFFIC - Primo vero film sul mondo del clubbing (Clicca qui x guardare una scena)
BUENA VISTA SOCIAL CLUB - Bellissimo documentario diretto da Wim Wenders sulla storica band  di Compay Segundo. (Clicca qui x guardare il trailer)
STRAIGHT OUTTA COMPTON  -  Film prodotto da Netflix sulla nascita dello Gangsta rap (Clicca qui x guardare il trailer)
THE COMMITMENTS - Film di Alan Parker del 1991 tratto dal romanzo di Roddy Doyle e ambientato in Irlanda.
«Gli Irlandesi sono i più negri d'Europa, i Dublinesi sono i più negri di Irlanda e noi di periferia siamo i più negri di Dublino, quindi ripetete con me ad alta voce: "Sono un negro e me ne vanto!"»
(Clicca qui x guardare il trailer del film)

mercoledì 26 gennaio 2022

"Vado, l'ammazzo e torno!"

Faccio parte di quella schiera di persone che amano i western, sarà per l'ambientazione, sarà perchè da adolescente avevo e ho tutt'ora un'ammirazione per gli indiani d'america, sarà perchè i paesaggi che si perdono in un infinito misterioso mi pacificano l'anima o sarà perchè, a quei tempi, nonostante la crudezza della vita, tutto fosse più genuino, citando Giorgio Gaber: "Rimpiango i tempi antichi in cui si odiava e si ammazzava il nemico."
Quindi mi sembra d'obbligo fare un post sulla filmografia western; tralasciando però la trilogia del dollaro di Sergio Leone, ("Per un pugno di dollari", "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto e il cattivo") che sono tre capolavori del cinema mondiale e che conoscono tutti o quasi, anche chi non ama questo genere di film.
Il genere western è nato ovviamente negli Stati Uniti, circa intorno all'anno 1883, quando Bufalo Bill e il suo circo itinerante iniziarono a portare in giro per il mondo lo spettacolo chiamato "Il selvaggio west e il convegno degli umini più duri al mondo".
Il primo film western è stato "The great train robbery", un film muto del 1903 di Edwin S. Porter, che ha dato il via a una serie di cortometraggi sempre sul tema; il genere western si è poi sviluppato e consacrato  definitivamente dopo la seconda guerra mondiale.
Come dicevo prima questo genere è nato negli Stati Uniti ed è considerato il cinema per eccellenza americano ma è stato Sergio Leone che lo ha reinventato dettando gli schemi per il cinema western definitivo negli anni sessanta e settanta quindi è d'bbligo iniziare con un film del maestro.


1. GIU' LA TESTA


Film del 1971 con Rod Steiger, James Coburn e Romolo Valli, ambientato durante la rivoluzione messicana di Pancho Villa e Zapata, forse il film western meno considerato tra quelli fatti da Sergio Leone ma che, personalmente, adoro.
Probabilmente è il mio western preferito in assoluto perchè è diverso da tutti gli altri, a tratti lo definirei felliniano per via dell'oniricità di certe scene.

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2. EL TOPO


Film del 1970 scritto, diretto e interpretato da Alejandro Jodorowsky; western molto atipico adorato dagli artisti di mezzo mondo; era il film preferito da John Lennon, è stato citato come fonte d'ispirazione da Peter Gabriel , i Pink Floyd, Marylin Manson, i Kasabian e David Lynch, tanto per citarne alcuni e il gruppo musicale Timoria gli ha dedicato un disco (Clicca qui x ascoltare il disco dei Timoria "El topo grand hotel") che vi consiglio fortemente.
Come tutte le produzioni di Jodorowsky è un film visionario, intimista e lisergico direi, molto lungo e pieno di citazioni letterarie, film non per tutti ma che comunque dovete provare a guardare assolutamente.

Clicca qui per guardare il trailer


3. GERONIMO



Pellicola del 1993 diretta da Walter Hill, con Jason Patrick, Gene Hackman, Matt Damon e Robert Duval.
Un film che mi ha appassionato talmente tanto da farmi cercare qualsiasi cosa sui protagonisti reali di questa storia; il regista si è ispirato al libro scritto da Britton Davis (Matt Damon nel film) narratore di questa storia.
Nel 1885, il più temuto nemico delle giubbe blu, il guerriero Chiricahua Geronimo decide di arrendersi all'esercito degli Stati Uniti, e il sergente Charles B. Gatewood (Jason Patric) viene incaricato di scortarlo fino al campo militare.
Lo accompagnano in questa missione/viaggio Al Sieber (Robert Duval) e il giovane caporale Britton Davies.
Questo film racconta quello che la storia convenzionale non racconta quasi mai e cioé, la verità dei fatti.
Film finito nel dimeticatoio che non ebbe successo al botteghino ma che va riscoperto, personalmente lo reputo un capolavoro del genere western, da vedere assolutamente.

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4. I QUATTRO DELL'AVE MARIA



Film del 1968 di Giuseppe Colizzi, con Eli Wallach, Bud Spencer, Terence Hill e Brock Peters.
Questo film fu molto apprezzato dal pubblico (è stato il quinto maggior incasso cinematografico in Italia nel 1968-69), la critica, invece,  non lo apprezzò molto definendolo noioso, tra le altre cose.
Personalmente penso che la trama sia più che buona e gli attori molto ma molto bravi. Se conoscete Bud&Terence solo per i film che verranno negli anni dopo guardatevi questo film, insieme alla "Collina degli stivali" e vi renderete conto, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto siano bravi come attori.

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5. L'ULTIMO DEI MOHICANI




Capolavoro assoluto diretto da Michael Mann ambientanto a metà del 1700 durante la guerra tra inglesi e francesi in Nord America.
La vita di una famiglia di nativi in fuga da una guerra che non sente sua si intreccia con quella delle figlie del comandante inglese Munro.
Attori bravissimi, paesaggi incantevoli e colonna sonora che toglie il fiato.

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6. THE HATEFULL HEIGHT



Uscito tre anni dopo Django unchained, questo film del 2015 scritto e diretto da Quentin Tarantino, è un western dal carattere veramente personale; infatti,  a parte la prima parte, il film è ambientato  tutto dentro un emporio (l'emporio di Minnie).
Mentre fuori imperversa una bufera di neve che pare non finire mai dentro l'emporio otto personaggi vivono una convivenza obbligata dai risvolti inaspettati.
Questo film mi ha tenuto attaccato alla poltrona, il suo lento procedere accompagnato dalla crescente tensione della convivenza forzata che intuisci fin da subito sfocerà in un turbine di violenza ti accompagna per tutta la durata del film.

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7. IL MUCCHIO SELVAGGIO



Se dici western dici "Il mucchio selvaggio", questo film infatti ha dato inizio al western moderno americano, quello sporco e non patinato, influenzato dalle pellicole italiane di Leone, Colizzi, Corbucci.... il mucchio selvaggio era il nome della banda di Butch Cassidy (uno dei più famosi criminali  nel periodo del vecchio west) e questo film narra la storia di un gruppo di banditi che dopo aver rapinato una banca travestiti da soldati fuggono in Messico inseguiti da dei cacciatori di taglie.
Stupenda la colonna sonora  di Ennio Morricone.
Questa pellicola è stata inserita nella lista dei 100 migliori film americani di sempre.

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8. DJANGO


Chiudiamo con il western per eccellenza secondo Quentin Tarantino: "Django".
Film diretto da Sergio Corbucci nel 1966, con attore protagonista Franco Nero; questo film consacrò entrambi, il primo  come regista e il secondo come uno degli attori più famosi al mondo dei cosidetti spaghetti western.
La guerra di secessione americana è appena finita, il film inizia con Django, ex soldato nordista che cammina  trascinando una bara...se volete saperne di più guardatevi il film.


Clicca qui x guardare la scena iniziale del film


Oltre a questi film citerei anche "Quién sabe?" con il grandissimo Gian Maria Volontè e Klaus Kinski e "I quattro dell'Apocalisse" di Lucio Fulci.




martedì 11 gennaio 2022

Gli Incompresi/4

EARTHTONE9


Per la quarta parte de GLI INCOMPRESI ho scelto di parlare di un gruppo in particolare.....perché il caso degli EARTHTONE9, questo è il nome della band in questione, è abbastanza raro se non unico, infatti nella storia della musica penso non sia mai esistita una band  così geniale e nello stesso tempo così sfortunata.
Ma partiamo con un pò di storia:
Gli Earthtone9 nascono intorno alla metà degli anni novanta a Nottingham in Inghilterra, dopo tre demo autoprodotti vengono messi sotto contratto dalla Copro Records che riunisce i tre demo con l'aggiunta di alcune nuove tracce e fa uscire il  loro disco d'esordio "Lo-Def(Inition) Discord" (1998). Si intuì da subito che il gruppo aveva qualcosa in più, il loro suono era difficilmente catalogabile, un mix letale di Hc, post-core, metal , noise, rock e chi più ne più ne metta; si percepiva l'influenza di band quali  Tool, Helmet, Neurosis, Sonic Youth e tanto HC, di quello bello incazzato, il tutto suonato in modo decisamente originale.



Nononstante le ottime recensioni il disco però non vendette molto (questa cosa purtroppo sarà una costante nella carriera del gruppo), i ragazzi però non si dettero pervinti e l'anno dopo fecero uscire "Of Kilter Enhancement" ( Clicca qui x ascoltare il disco) , album meglio strutturato e omogeneo del precedente che confermava il talento del gruppo inglese; anche questa volta ottime recensioni da parte della critica ma vendite basse.



Nel 2000 esce il loro capolavoro, "Arc-tan-gent" , disco perfetto dall'inizio alla fine che la rivista Metal Hammer (una delle più importati del settore) mise al 16° posto nella classifica dei dischi metal di quell'anno.
Gli Earthtone9 hanno dichiarato che questo è stato il primo album su cui hanno lavorato senza fretta e i risultati si vedono, dalla composizione (gli arrangiamenti sono migliorati parecchio raggiungendo picchi notevoli) alla registrazione (più pulita e pesante allo stesso tempo), non troverete una canzone che stona in questo disco,  a partire dal singolo Tat Twan Asi (Clicca qui x guardare il video) , un capolavoro di melodia e potenza ma nonostante il disco venne osannato da tutto il panorama metal/hc le vendite non decollarono; la band non riuscì nemmeno  a trovare un distributore per il mercato statunitense, cosa veramente inspiegabile e nel 2002 decise di sciogliersi.



Dopo lo scioglimento degli Earthtone9, il cantante Karl Middleton si è unito al gruppo The Blueprint ( Clicca qui x ascoltare il loro disco "Phenomenology"); sempre Middlenton insieme all'ex batterista degli Earthtone9 Simon Hutchby hanno formato i Twin Zero, progetto che non si distanzia molto dal sound degli Earthtone9 ( Clicca qui x vedere il video del singolo "Outstayed" ) mentre il chitarrista Owen Packard ha suonato nel disco del gruppo post-core This is Menace "No end in sight" ( Clicca qui x ascoltare il disco ),
Nel 2010 gli Earthtone9 si riuniscono e l'anno seguente fanno uscire l'Ep "For Cause and Consequence", che fa capire a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno che questi ragazzi spaccano il culo, sensa se e senza ma.
Nel 2012 esce il loro quarto album "VI" (Clicca qui x guardare il video del singolo "Preacher"), ottimo disco che viene ovviamente accolto molto bene dalla critica ma meno dal pubblico; partono in tour con i Pitchshifter, storica band industrial inglese e sono attualmente ancora attivi.
Penso sia un fatto di Karma, ci sono persone che nonostante un enorme talento e tanto impegno non riescono a sfondare e potrebbero provarci all'infinito senza che il risultato cambi.
Rimane però il fatto che gli Earthtone9 sono un grandissimo gruppo che avrebbe meritato molto ma molto di più.


DISCOGRAFIA EARTHTONE9:

Albums
  • Lo-def(inition) Discord (1998)
  • Off Kilter Enhancement (1999)
  • Arc'Can'Gent (2000)
  • IV (2013)

EPs

  • Hi-Point (2000)
  • Omega (2002)
  • Hi-Point (rem) (2004)
  • For Cause & Consequence (2011)

Live albums

  • Live from London Garage (2012)

Compilation albums

  • Inside, Embers Glow... a Collection of earthtone9's Aural Communiqués 1998-2002 (2010)



mercoledì 22 dicembre 2021

Guerra e cinema

Probabilmente chi dice che la guerra  è insita nell'essere umano, purtroppo, non ha tutti i torti, basti guardare ai bambini, che iniziano a giocare alla guerra già dalla tenera età, non è certo una cosa bella ma probabilmente è un'eredità del nostro passato, quando si combatteva per sopravvivere.
Ci sono centinaia di pellicole dedicate alla guerra, anzi, a tutte le guerre perché c'è l'imbarazzo della scelta visto che il genere umano in pace non riesce proprio a starci ma ci  sono alcune pellicole che riescono a trasmettere sia l'assurdità dei conflitti in sè,  analizzandoli nel profondo, sia l'attrazzione che noi esseri umani abbiamo nei confronti della guerra stessa.
Tralasciando i tre grandi classici che considero inarrivabili e cioé: Full Metal Jacket (la versione grottesca della guerra), Platoon (il film di guerra per antonomasia) e Apocalypse Now (la quinta essenza del cinema di guerra) vorrei parlare di quei film meno famosi ma degni di nota.
Come al solito l'ordine è casuale.

1. HAMBURGER HILL: COLLINA 937

Regia: John Irvin
Anno: 1987

Uscito un anno dopo Platoon e in contemporanea con Full Metal Jacket, il film è passato un pò in sordina rispetto ai  film citati.
La pellicola racconta la vera storia dell'assalto alla collina 937, nella valle di A Shau, in Vietnam, sopramminata poi Hamburger Hill (Collina tritacarne) a causa dell'alto numero di morti che la conquista della suddetta collina comportò.
Film simile a Platoon ma più crudo, che parla dell'assurdità della guerra, dove vittime sacrificali vengono mandate al macello per non si sa cosa, infatti la  conquista  si rivelerà di importanza strategica pari a zero.




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2. NO MAN'S LAND

Regia: Danis Tanoviç
Anno: 2001

Questa pellicola bosniaca che è riuscita a raccogliere premi e consensi  in tutto il mondo, è uno dei film più antimilitaristi della storia, riuscendo anche a farti ridere e sopratutto a pensare.
Il film parla di Ciki, un miliziano bosniaco sopravvissuto al massacro della sua pattuglia dopo che questa nel corso della notte si era persa ed avvicinata alla trincea serba, trova rifugio in una trincea deserta, a metà strada fra il fronte serbo e quello bosniaco. Due soldati serbi giungono in ricognizione: Ciki uccide l'ufficiale e risparmia Nino, soldato inesperto. Comincia una lotta fatta di accuse reciproche e di piccoli scontri, che vedono alternare i due nel ruolo di vittima e aggressore. Nella trincea c'è un altro soldato bosniaco, Tzera (Cera), da tutti creduto morto: è sdraiato su una mina balzante, difatti, l'ufficiale, l'aveva messo al di sopra di una mina, per fare da trappola agli alleati venuti per prendere i corpi, un qualsiasi suo movimento farebbe saltare in aria lui e i compagni.Poiché la trincea non si trova né in territorio serbo, né in quello bosniaco (è la terra di nessuno del titolo) intervengono le truppe ONU.


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3. FLAGS OF OUR FATHERS

Regia: Clint Eastwood
Anno: 2006

1945 siamo agli sgoccioli della seconda guerra mondiale, a Iwo Jima gli americani battono i giapponesi e conquistano la collina Iwo Jima  appunto, viene issata la bandiera americana e questa immagine viene immortalata e strumentalizzata all'ennesima potenza ma la realtà è un'altra anche se non va detta.
Ennesimo capolavoro di Clint Eastwood, che riesce sempre a toccarti dentro senza essere mai banale e senza troppi giri di parole.




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4. LA SOTTILE LINEA ROSSA

Regia: Tereence Malick
Anno: 1998


Terzo film per questo regista al di fuori di ogni schema, più che un film sembra un dipinto per come il regista americano riesce a mostrare questa storia.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di James Jonce, vero reduce della guerra nel pacifico, che narra la storia dell'assalto americano ad una collina nelle filippine, dov'è situato un campo di aviazione giapponese. Durante il lungo e sanguinoso assalto si consumeranno le vicende e i tormenti interiori di un gruppo di uomini costretti a confrontarsi con i propri doveri e soprattutto con la follia della guerra, mentre tutt'intorno la natura, lussureggiante e indifferente, sembra cullarli e contrapporsi alla loro logica.
Film disarmante, con una fotografia che toglie il fiato e un cast stellare.



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5. MINE

Regia: Fabio Guaglione e Fabio Resinaro
Anno: 2016


Co-produzione italo-americana per questo film atipico, accolto bene dalla critica ma male dal pubblico.
Personalmente l'ho trovato molto originale  e introspettivo, non lo conoscevo, l'ho beccato una notte mentre facevo zapping e mi sono incollato al televisore.
Nord africa - Dopo un tentativo fallito di assassinio, due marine fuggono dagli inseguitori e si disperdono nel deserto. Nel tentativo di tornare alla base, i due finiscono in un campo minato. Tommy calpesta all'improvviso una mina antiuomo e salta in aria, rimanendone dilaniato e perdendo entrambe le gambe. Mike cerca di aiutarlo, ma inavvertitamente poggia anch'egli il piede su una mina e rimane costretto a restare immobile. Mi fermo qui perché non avrebbe senso raccontare altro.



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6. IL DIRITTO DI UCCIDERE

Regia: Gavin Hood
Anno: 2015


Nairobi-Kenya. Un gruppo di fondamentalisti islamici facenti parte di un gruppo terroristico, vengono individuati in un'abitazione mentre organizzano un nuovo attentato. Sulle loro tracce c'è il governo inglese, in stretta collaborazione con quello statunitense, al fine di catturare i sospetti. Il controllo operativo del Colonnello Powell riscontra l'impossibilità di procedere all'arresto dei ricercati e l'obiettivo della missione diventa la loro eliminazione. L'autorizzazione viene richiesta ai vertici di Stato inglesi e americani ed al Generale Benson. Gli stessi decidono di approvare il lancio di un missile da un drone che sorvola l'abitazione. Benché sia data l'autorizzazione a procedere, l'imprevista presenza di una bambina e la possibilità di un suo coinvolgimento nell'esplosione porterà a rivalutare l'impiego di un simile strumento.
In questo film di scene di guerra ce ne sono ben poche ma l'impatto che la pelllicola ha su chi la guarda è devastante, almeno a mio modesto parere.




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7. Lawrence d'Arabia


Regia: David Lean
Anno: 1962


Questo film, vincitore di sette premi oscar,  rappresenta l'emblema dell'antimilitarismo.
Il film racconta la vera storia del tenente Lawrence, d'istanza al Cairo, in Egitto, dove ricopre la mansione di cartografo. La sua vita cambia quando viene mandato in Arabia e parte così per un lungo viaggio attraverso il deserto che lo cambierà profondamente.
E' un film di guerra che riesce a rilassarmi (le scene nel deserto, con il suo silenzio, sono un balsamo per l'anima, citando Joe Strummer), lunghissimo ma mai noioso e con un Peter  O'Toole fantastico.



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8. VITTIME DI GUERRA

Regia: Brian De Palma
Anno: 1989

Michael J. Fox e Sean Penn, come Willem Dafoe e Tom Berenger in Platoon, una guerra dentro la guerra.
Il film parla di come gli orrori visti quotidianamente in guerra possano portare allo scoperto la nostra parte peggiore.
Una squadra di soldati americani perde uno dei suoi membri in un villaggio in una zona ritenuta alleata dei Viet Cong. Per rappresaglia, la squadra rapisce una ragazza vietnamita, che sarà violentata ripetutamente dal gruppo ma non tutti sono privi di coscienza.
Pellicola molto sottovalutata.



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9. JARHEAD

Regia: Sam Mendes
Anno: 2005

Il film è tratto dalla biografia dell'ex marine Anthony Swofford, inviato in Kuwait durante la prima guerra del golfo.
Pellicola  a tratti visionaria, a tratti di denuncia che non risulta mai banale e che riesce ad essere originale nonostante siano evidenti le influenze di film come Full Metal Jacket e Platoon, ma qui siamo nel deserto e non nel verde Vietnam.
Il titolo del film significa letteralmente "Testa a barattolo" e come spiega nel film, è un appellativo usato per definire il Marine, per alludere al fatto che non pensa con la sua testa ma esegue gli ordini che gli vengono impartiti. Al soprannome contribuisce inoltre il tipico taglio di capelli militare, il "military cut" pubblicizzato sulle insegne dei barbieri nelle zone dove sono presenti basi militari. Tale taglio, rasando i capelli tutt'intorno e lasciandone circa un solo centimetro sulla parte superiore, conferisce alla testa la forma di un barattolo con in cima il tappo da svitare.

«Un uomo usa un fucile per molti anni e va in guerra. Dopo, torna a casa e vede che qualsiasi altra cosa faccia della sua vita, costruire una casa, amare una donna, cambiare il pannolino a suo figlio, rimarrà sempre un Jarhead. E tutti i Jarhead che uccidono e muoiono, saranno sempre come me. Noi siamo ancora nel deserto»    

                                            Caporale Anthony Swofford



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10. GOOD MORNING, VIETNAM

Regia: Barry Levinson
Anno: 1987

Saigon, 1965: all'inizo della guerra in Vietnam un dj, Adrian Cronauer, interpretato da uno strepitoso Robin Williams, viene mandato a Saigon per intrattenere le truppe ma il suo carattere aperto e il suo modo di fare radio si scontrano con la censura e la rigidità dell'esercito.
Colonna sonora di spessore per un film originale che mostra la guerra da una prospettivia atipica.
Da vedere.


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